Al JEC World 2026 (Paris Nord Villepinte, dal 10 al 12 marzo), CANNON presenterà il suo approccio rivoluzionario al riciclo del poliuretano (PU) e dei compositi PU-fibra di vetro (GFRP).
Il processo è stato sviluppato in stretta collaborazione con il trasformatore di PU MAP S.p.A. e l’Università di Bergamo, con cofinanziamento NextGenerationEU.
Denominato POSSIBLE, acronimo di “PrOduce SuStainabLE Industrial Bodies” (Produrre Corpi Industriali Sostenibili), il progetto ha posto le basi per il riciclo e il riutilizzo a fine vita di PU e GFRP, dimostrando con successo che la schiuma macinata e i componenti granulati possono essere impiegati come materiali di rinforzo secondari in nuove formulazioni composite.
I termoindurenti rappresentano circa il 12% della produzione globale di plastica, con oltre 40 milioni di tonnellate all’anno. Di questi, le sole schiume poliuretaniche costituiscono circa 17 milioni di tonnellate, pari a oltre il 42%. Pur essendo apprezzati per la loro resistenza meccanica e termica, la stabilità e la possibilità di incorporare fibre di rinforzo, la combinazione tra la reticolazione chimica del materiale e la presenza di fibre rende il riciclo tradizionale quasi impossibile.
La ricerca scientifica ha sviluppato diverse possibili vie di riciclo chimico, ma queste funzionano su scala di laboratorio e spesso risultano troppo lente, troppo costose o incompatibili con i processi produttivi esistenti del PU. CANNON ha quindi deciso di concentrarsi su un approccio più diretto, reintegrando gli scarti di PU rigido, puro o composito, attraverso due metodi complementari, entrambi compatibili con i propri sistemi ad alta pressione.
Nell'immagine: La testa di miscelazione ad alta pressione Cannon FPL 36 IW eroga poliuretano caricato con granuli di PU rigido su uno stampo.
(Foto: The Cannon Group)
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12 febbraio 2026










