MISSIONI SPAZIALI

Space economy, in Italia una filiera in crescita

Tra il 2021 e il 2024 il fatturato della filiera spaziale è cresciuto da 1,9 a 3,1 miliardi di euro, mentre gli occupati sono aumentati da 5.900 a 8.900 unità

Si è svolto a Milano il Tavolo strategico sulla finanza e gli investimenti per la Space Economy italiana, alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Sen. Adolfo Urso, del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, dei rappresentanti del Parlamento, del Governo, di AIAD, ASAS e AIPAS in rappresentanza dell’industria spaziale nazionale, di Confindustria, del sistema bancario, della finanza, dei fondi di investimento e dei principali operatori del settore. Il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha concluso i lavori in una sessione a porte chiuse.

L’iniziativa è stata promossa e organizzata dall’Intergruppo Parlamentare per la Space Economy insieme con l’Agenzia Spaziale Italiana, con il supporto di COMINT e UPSA, con il patrocinio di Regione Lombardia e Assolombarda, con il supporto di Inrete – Relazioni Istituzionali e Comunicazione e di SDA Bocconi SEE Lab e con il contributo di Fondazione PwC.

Gli Stati Generali della Space economy italiana, tenutosi alla Torre Libeskind di Milano sede di PwC, si confermano il principale momento nazionale di confronto sulle prospettive della Space Economy italiana. L’incontro rappresenta una delle tappe di Spazio Italia 2.0 – Stati Generali della Space Economy 2026 ed è stato promosso con l’obiettivo di avviare un confronto tra Parlamento, Governo, industria spaziale nazionale, sistema finanziario ed economico e istituzioni per definire, attraverso una visione condivisa, nuovi strumenti finanziari, normativi e di politica industriale utili a sostenere nel prossimo decennio la più ampia attuazione delle politiche spaziali italiane, la piena partecipazione dell’Italia ai principali programmi spaziali internazionali con ESA, NASA e le altre agenzie spaziali governative, il rafforzamento dell’accesso autonomo dell’Italia allo spazio e l’ulteriore sviluppo del mercato nazionale e commerciale della Space Economy, attraverso una mobilitazione sempre più efficace e coordinata di capitali privati, insieme alle risorse pubbliche.

Il confronto si inserisce in una fase di forte espansione della Space Economy italiana. Tra il 2021 e il 2024 il fatturato della filiera spaziale è cresciuto da 1,9 a 3,1 miliardi di euro, mentre gli occupati sono aumentati da 5.900 a 8.900 unità. Anche la proiezione internazionale del settore è in costante crescita: l’export dell’aerospazio è aumentato del 23,3% rispetto al 2022 e gli investimenti esteri del 37,1%. Nel 2025 il mercato italiano dei servizi di Osservazione della Terra ha raggiunto i 340 milioni di euro, con una crescita del 73% rispetto al 2022, superiore a quella del mercato europeo (+65%). A livello globale, l’economia dello spazio è destinata a raggiungere ricavi per 1.790 miliardi di dollari entro il 2035 e rappresenta uno dei comparti con il più elevato effetto moltiplicatore degli investimenti: secondo l’ESA, ogni euro investito nei programmi spaziali può generare fino a 4 euro di valore economico e attrarre fino a 2,8 euro di ulteriori investimenti privati.

Nel corso del confronto è emerso come la Space Economy rappresenti oggi più che mai, un settore strategico che integra manifattura avanzata, digitale, ricerca scientifica e innovazione, generando applicazioni sempre più rilevanti per le telecomunicazioni, l’osservazione della Terra, la mobilità, la difesa, la sostenibilità ambientale e la gestione delle infrastrutture critiche. Un patrimonio industriale e tecnologico che vede l’Italia tra i protagonisti in Europa e che richiede una visione condivisa tra istituzioni, imprese e sistema finanziario per garantirne anche in futuro la competitività.

Foto ufficio stampa Intergruppo Parlamentare per la Space Economy

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