Impossible Objects ha raccolto 40 milioni di dollari in un round Series B per accelerare l’industrializzazione della propria tecnologia CBAM - Composite-Based Additive Manufacturing e rispondere alla crescente domanda proveniente dai settori aerospace, difesa e advanced manufacturing. Il finanziamento, annunciato l’11 settembre, è stato guidato da Inflection Equity con la partecipazione di Aaron Wealth Management, OCA Ventures, Impact Capital ed Excell Partners.
L’obiettivo dell’azienda statunitense è superare uno dei principali limiti che hanno finora confinato gran parte dell’additive manufacturing alla prototipazione: la difficoltà di combinare velocità, prestazioni dei materiali e costi compatibili con la produzione in serie.
La tecnologia CBAM segue infatti un approccio differente rispetto alla tradizionale deposizione di filamento. Il processo combina fogli di tessuto a fibra lunga di carbonio o vetro con polveri di polimeri ad alte prestazioni, tra cui PEEK, consolidando successivamente gli strati per ottenere il componente finale.
Il sistema industriale CBAM 25 è stato sviluppato proprio per aumentare la produttività. Impossible Objects dichiara una velocità fino a 15 volte superiore rispetto alle tecnologie additive concorrenti destinate alla produzione, con la possibilità di realizzare componenti compositi leggeri e resistenti in volumi più elevati.
L’azienda punta così ad affrontare applicazioni oggi servite da processi come lavorazione CNC e stampaggio a iniezione, con il vantaggio dell’additive manufacturing di eliminare in molti casi la necessità di costose attrezzature dedicate.
I nuovi capitali saranno utilizzati per aumentare la produzione dei sistemi CBAM 25, accelerarne l’installazione presso i clienti e potenziare le attività di assistenza e supporto. Il round segue inoltre circa 20 milioni di dollari in contratti e finanziamenti governativi statunitensi ottenuti dalla società.
La sfida è portare quindi la stampa 3D dei compositi oltre la prototipazione, trasformandola in una tecnologia capace di competere nella produzione industriale di componenti finali.
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16 settembre 2026









