Il mercato globale del composite tooling dovrebbe raggiungere 657,12 milioni di dollari nel 2026 e crescere fino a 1,23 miliardi di dollari entro il 2032, con un tasso medio annuo dell’11%. È quanto emerge dall’analisi “Composite Tooling Market Size, Share & Forecast to 2032” di Research and Markets, che evidenzia una progressiva trasformazione delle tecnologie utilizzate per produrre componenti in materiale composito.
Il tooling comprende stampi, fixture, mandrini, attrezzature di rifilatura e supporti per il lay-up impiegati nei settori aerospace, difesa, automotive, eolico, nautica, ferroviario e industriale. La domanda è sostenuta dalla crescente diffusione di strutture leggere, ma anche dalla necessità di ottenere qualità ripetibile, ridurre i cicli produttivi e disporre di attrezzature compatibili con processi differenti, dall’autoclave all’out-of-autoclave, dall’infusione allo stampaggio a compressione fino all’Automated Fiber Placement.
Secondo l’analisi, uno dei cambiamenti più significativi riguarda l’additive manufacturing, sempre più utilizzato per master, nuclei a perdere, dime, fixture e tooling di grande formato. La produzione additiva permette infatti di ridurre i tempi di realizzazione e ottenere geometrie difficilmente raggiungibili con tecnologie convenzionali.
Parallelamente, l’espansione dei processi out-of-autoclave richiede maggiore attenzione alla tenuta del vuoto, all’uniformità termica e alla qualità superficiale degli stampi. Anche la crescita dei compositi termoplastici sta modificando i requisiti del tooling: temperature di processo più elevate e cicli rapidi di riscaldamento e raffreddamento rendono sempre più importante una gestione efficace del comportamento termico delle attrezzature.
Un ulteriore fattore di evoluzione è rappresentato dall’intelligenza artificiale. Secondo Research and Markets, strumenti basati sull’AI possono contribuire alla progettazione generativa, alla simulazione, alla previsione dei difetti e al controllo dei processi. I dati provenienti da termocoppie, sensori di pressione, sistemi del vuoto e attrezzature automatiche possono essere analizzati per individuare anomalie, usura, perdite o derive dimensionali prima che si traducano in difetti sui componenti.
Anche sostenibilità e durata stanno diventando parametri sempre più importanti. L’attenzione si sposta verso tooling riparabile e riutilizzabile, riduzione degli scarti, maggiore vita operativa e minori consumi energetici durante i cicli di cura.
Dal punto di vista geografico, Asia-Pacifico, Nord America ed Europa rappresentano i principali poli di sviluppo. Per l’Italia, in particolare, l’analisi individua opportunità legate alle competenze presenti nei settori automotive, nautica, aerospace e manifattura industriale.
Il tooling si sta quindi trasformando da semplice attrezzatura di produzione a elemento strategico e sempre più digitale della manifattura dei compositi, nel quale precisione, automazione, monitoraggio e durata possono incidere direttamente su produttività, qualità e costi.
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16 settembre 2026









