Il Governing Board della Clean Aviation Joint Undertaking ha approvato 290 milioni di euro di finanziamenti europei per 19 nuovi progetti, che mobiliteranno complessivamente 664 milioni di euro di attività di ricerca.
I progetti segnano un passaggio importante per il programma europeo: le tecnologie sviluppate nelle precedenti attività di ricerca inizieranno a uscire dai laboratori per essere sperimentate in strutture di prova a terra in scala reale, preparando successivamente alla dimostrazione in volo le soluzioni più promettenti.
Le attività riguarderanno diverse aree strategiche per l’aviazione del futuro, dalle architetture e dai sistemi di propulsione ibrido-elettrica e a idrogeno all’ottimizzazione dell’airframe, fino alle tecnologie per la riduzione del rumore e ai sistemi anti-icing.
Le soluzioni saranno sperimentate in condizioni rappresentative di quelle operative per verificarne l’affidabilità prima della possibile applicazione sui nuovi aeromobili. Gli otto progetti finanziati attraverso le Fast Track Areas partiranno alla fine del 2026, mentre gli altri inizieranno nei primi mesi del 2027. Le dimostrazioni a terra in scala reale e i test in volo sono programmati per il 2029-2030.
L’obiettivo è contribuire a ridurre di almeno il 30% le emissioni nette di gas serra degli aeromobili regionali e short-medium range rispetto alle tecnologie di riferimento del 2020, creando le basi per nuovi velivoli decarbonizzati con ingresso in servizio dal 2035.
La quarta call di Clean Aviation registra inoltre una maggiore partecipazione della filiera europea. PMI, organizzazioni di ricerca e tecnologia e università riceveranno il 42% dei finanziamenti assegnati, con una partecipazione quasi raddoppiata rispetto alle call precedenti. Dei 185 soggetti coinvolti nei progetti, 74 sono nuovi partecipanti, pari al 40% del totale.
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23 settembre 2026









