IL FUTURO DEI COMPOSITI

'L'auto del futuro? Elettrica e fatta di compositi'

L'imprenditore e pilota Alfredo De Dominicis parla del suo ultimo progetto 208 N5 e prova a immaginare la vettura delle prossime generazioni

di NICOLA CATENARO

Per la rubrica "Il futuro dei compositi" questa volta abbiamo intervistato un pilota italiano con esperienze anche imprenditoriali nella gestione dei progetti automotive. Alfredo De Dominicis ci ha parlato del suo ultimo progetto 208 N5 e ha poi provato a immaginare l'auto delle prossime generazioni. 

Alfredo, ci parli del progetto 208 N5 e del pool di aziende che lo sostiene. Da cosa nasce e con quali obiettivi?
"Il progetto N5 nasce in Argentina da una engineering privata per rispondere ai forti dazi che erano stati introdotti dal governo sui prodotti provenienti dall’Europa. Sono vetture da rally molto divertenti, formative e performanti con costi molto più bassi di quelli della massima categoria a cui si ispirano. La caratteristica principale è che le vetture non sono costruite dalle case automobilistiche ma si ottengono montando, su avantreno e retrotreno di auto di serie 4 posti, dei telaietti universali che ospitano una meccanica comune al posto di quella originale. La scocca subisce delle modifiche radicali, anche attraverso la creazione di un tunnel centrale che ospita la trasmissione 4wd, anche questa comune. Il tutto viene integrato con il rollbar di protezione. Con l’adozione, per regolamento, del motore PSA 1600turbo, montato longitudinalmente, si ottiene una vettura da circa 300cv con 4 ruote motrici e cambio sequenziale 6 marce.

Qual è l'aspetto più interessante?
"L’aspetto interessante è che, oltre ad una grande economia di scala nella gestione di tutte le componenti che, come detto, sono comuni sulle varie auto, le vetture non hanno obsolescenza perché l’uscita di nuovi modelli in questa categoria non fornisce di per sé una evoluzione tecnica. Ciò fa sì che le vetture restino sempre ugualmente competitive negli anni a beneficio degli investitori e delle squadre corsa. Inoltre, in un periodo in cui nei rally sono pochissime le case impegnate, i partecipanti utilizzano quasi tutti le stesse vetture offrendo uno spettacolo poco coinvolgente. La categoria N5 invece si distingue per avere una pluralità di modelli che, pur differenziandosi per la fisionomia delle vetture di partenza, hanno meccanica e prestazioni tutte uguali. Noi abbiamo creduto in tutto questo. Nel 2019 siamo diventati importatori del prodotto dalla Spagna, e l’anno dopo siamo riusciti a far omologare le auto in Italia da AciSport, come costruttori ufficiali. Nel 2021, in partnership con la Tedak Racing di Reggio Emilia, abbiamo iniziato a produrre la prima scocca in Italia, apportando anche diverse modifiche. Oltre a sponsor come Michelin e Speedline abbiamo collaborazioni con aziende abruzzesi che ci stanno supportando nella progettazione e realizzazione di componenti come la International Pur, la Tasso, il Gruppo PieffeAuto, ed altre".

Lei è anche un pilota, non solo un imprenditore. Quanto sono importanti i materiali compositi in un'auto da competizione?
"Scontato dire che sono importantissimi per le caratteristiche che hanno. Inutile ricordare poi che il peso gioca un ruolo fondamentale. Saranno sempre più diffusi. Nelle nostre vetture da competizione c’è la necessità di allargare le carrozzerie fino ad arrivare alla larghezza imposta di 1840mm. E’ uno degli aspetti più delicati e costosi che dobbiamo affrontare quando costruiamo un nuovo modello. L’uso dei compositi è per noi una grande opportunità di miglioramento funzionale ed estetico".

L'auto del futuro sarà elettrica e costruita con i compositi?
"Sembra una strada segnata. Quello di cui sono certo è che la transizione all’elettrico sarebbe dovuta essere meno isterica, più progressiva. Noi europei abbiamo perso una parte del vantaggio competitivo che avevamo sulla base del knowhow maturato nel tempo sulle motorizzazioni endotermiche. Nelle competizioni siamo all’anno zero. La federazione Internazionale ha introdotto l’ibrido nel mondiale rally. Noi abbiamo in programma di costruire una N5 con motorizzazione elettrica. E’ un mondo interessantissimo anche per la capacità di attrarre nuovi investitori, legati a temi green, che mal digeriscono le auto tradizionali. Il ruolo di costruttore ufficiale di N5 ci mette in una invidiabile posizione anche di vantaggio rispetto alle case automobilistiche per forza di cose legate al loro prodotto di serie".

Il futuro della mobilità continuerà ad essere dell'auto?
"Certamente sì, per molto tempo ancora. L’auto non è solo un mezzo di trasporto! E’ passione, libertà. E’ una nostra compagna e spesso anche uno specchio di noi stessi".

CHI E'

Alfredo De Dominicis, pilota, istruttore di guida ed imprenditore.
Classe '69, abruzzese, si laurea in ingegneria a Bologna e subito dopo partecipa per 2 anni al campionato del Mondo Rally produzione cogliendo buoni risultati. Negli anni successivi è protagonista dei campionati italiano ed americano rally, sempre al volante di auto Mitsubishi. Coglie numerose vittorie assolute tra cui per due volte quella al prestigioso Rally di Roma.
Nel 2019 partecipa al campionato spagnolo al volante della Renault Clio N5 con il preciso obiettivo di conoscere a fondo e portare in Italia questa interessante categoria di auto da rally.
E’ tra i più veloci e competitivi e si classificherà terzo dopo essere stato anche in testa alla serie. Dal 2020 ha omologato in Italia le vetture e gestisce la categoria come costruttore ufficiale Aci Sport.
Nel 2014 fonda la Dedo Driving School, scuola di guida sicura e sportiva e centro federale di pilotaggio Aci Sport che in 8 anni annovera complessivamente quasi 2000 allievi.

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